Mokichi Okada – Coltivare secondo la legge della Natura

Come visto nell’articolo precedente sulla vita e sulla filosofia okadiane, l’agricoltura naturale di Mokichi Okada rientra in un discorso generale volto al benessere fisico e spirituale dell’essere umano e così alla costruzione di un paradiso sulla terra per poter tornare a vivere finalmente in armonia con la Natura.

Le informazioni contenute in questo articolo provengono principalmente dal lavoro di ricerca “Agricoltura Naturale in Giappone” del dr. Hui-lian Xu dell’Università di Jinan in Cina della facoltà di Scienze e tecnologie biologiche disponibile liberamente online e dall’ International Nature Farming Research Center.

Agricoltura naturale o Coltivare secondo Natura?

Innanzitutto agricoltura naturale non è la traduzione corretta del nome giapponese scelto da Okada “Shizen Nohhoh”, il termine agricoltura naturale proviene dalla traduzione in inglese di “Shizen Nohhoh” come “Natural farming” mentre in realtà la traduzione inglese corretta sarebbe “Nature farming” che come indicato da Okada significa una produzione di cibo che deve rispettare la Natura e seguire la legge della Natura senza danneggiare l’ambiente. Inoltre anche il termine agricoltura non è appropriato in quanto rappresenta molto più della sola coltivazione delle colture, includendo anche la silvicoltura e l’allevamento del bestiame. La parola giapponese “Shizen” è simile, anche se con una pronuncia leggermente diversa, alla parola cinese “Ziran”. La parola Ziran è presente in un testo di un antico filosofo cinese, Laozi, che spiega il vero significato di Ziran, cioè “come le cose sono”.

Gli esseri umani seguono la Terra
La Terra segue il Cielo
Il Cielo segue il Tao
Il Tao segue come le cose sono

Quindi il termine giapponese Shizen, o Ziran in cinese, in realtà significa “la legge della Natura” o in generale semplicemente “Natura”. Come scritto da Laozi, gli esseri umani seguono la Terra, quindi le condizioni legate al suolo; la terra segue il cielo, quindi il clima e le condizioni atmosferiche; il cielo segue il Tao ( la madre del tutto ); il Tao segue come le cose sono, cioè la Natura o la legge della Natura. Per l’agricoltura o la coltivazione, sono necessari ciascuno di questi tre fattori senza esclusione: il cielo ( clima e condizioni meteo, luce e temperatura ), la terra ( il suolo e le sue condizioni ), e l’essere umano. Ciascuno di questi tre fattori deve seguire la Natura, perciò la coltivazione deve seguire la Natura o la legge della Natura. Questo è il punto chiave della filosofia di Okada.

In conclusione la traduzione corretta del termine giappone “Shizen Nohhoh“ non è agricoltura naturale ma “Coltivare secondo la legge della Natura” o semplicemente “Coltivare secondo Natura”.

Questa definizione è in realtà anche quella che io personalmente preferisco, in quanto agricoltura naturale è un termine troppo vago, perché non si tratta di una semplice sostituzione dei fertilizzanti o dei pesticidi chimici con alternative naturali, ma di un approccio completamente diverso alla Natura.

Come Okada scrive in uno dei suoi libri:

“Quindi il principio di base del metodo dell’agricoltura naturale è principalmente il rispetto e l’interesse per la Natura. La Natura può insegnarci tutto”.

La Natura si basa su un flusso continuo di materia, energia e vita attraverso gli esseri viventi. Le piante e alcuni microrganismi sintetizzano zucchero, proteine o lipidi fissando l’energia solare. Animali e insetti poi si nutrono di questo zucchero e proteine. Successivamente i cadaveri di piante e animali vengono decomposti da piccoli animali e microrganismi e restituiti al terreno per essere utilizzati come nutrienti per le piante. Anche l’essere umano è nato e vive all’interno di questo processo. Noi però siamo stati abituati a vedere la Natura solo in funzione delle nostre necessità e così consideriamo alcune piante, insetti e microrganismi come dannosi e cerchiamo in tutti i modi di eliminarli in quanto erbacee, parassiti o agenti patogeni, mentre in realtà ogni essere in Natura ha il diritto di esistere ed ha un ruolo all’interno dei meccanismi intricati di funzionamento della Natura.
Quindi l’approccio di base della “Coltivazione secondo Natura” è legato al rispetto della Natura e di tutti gli altri esseri, alla riscoperta del nostro ruolo all’interno della Natura e alla comprensione che la Natura è un insieme di più esseri che vivono in armonia tra di loro.

Anche se la traduzione corretta è un’altra, dato che ormai la definizione agricoltura naturale è diventata di uso comune, per non creare confusione continuerò con la terminologia convenzionale ma ci tenevo a riportare il vero significato del nome giapponese scelto da Okada “Shizen Nohhoh” e poi successivamente ripreso da Fukuoka.

L’agricoltura naturale di Mokichi Okada

L’agricoltura naturale è uno dei principali metodi di coltivazione alternativi in Giappone. Mokichi Okada è stato il primo a parlare di agricoltura naturale nel 1935, in un periodo particolare della storia del Giappone, un periodo di modernizzazione ed industrializzazione seguito in agricoltura dal diffondersi dei fertilizzanti e dei pesticidi chimici accolti come una benedizione, perché si credeva che grazie ad essi sarebbero stati sterminati tutti i parassiti ponendo così fine alle carestie.
Mokichi Okada invece cercò di mettere in guardia dai pericoli della chimica in agricoltura e propose un metodo di coltivazione senza l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi. L’agricoltura naturale però, a differenza dell’agricoltura biologica, non è un ritorno ai metodi di coltivazione precedenti al 1940.

L’agricoltura naturale è un metodo semplice ed efficace di produrre raccolti di qualità, senza danneggiare l’ambiente.

La filosofia dell’agricoltura naturale

Uno dei punti chiave della filosofia di Okada è che la Natura è Dio. La Natura ha il potere e la capacità di sostenere tutte le forme di vita, essere umano incluso. Rispettando la Natura e le sue leggi l’uomo può produrre il suo cibo senza distruggere l’ambiente. La Natura non fa discriminazioni tra le varie forme di vita ma integra costantemente piante ed animali in un paesaggio diversificato. Pertanto, uno dei principali principi dell’agricoltura naturale è creare e mantenere la biodiversità naturale.

Quando i primi esseri umani hanno sostituito la caccia e la raccolta di cibo con l’addomesticamento di raccolti e animali, il paesaggio è cambiato di conseguenza. Da allora, l’umanità ha notevolmente ridotto la diversità biologica con una selezione limitata di piante e animali coltivati. La monocoltura annuale ne è un tipico esempio. La Natura allora ha cercato di porre rimedio a questa semplificazione biologica creata dall’uomo, per esempio con la comparsa di erbe spontanee o con un’alta incidenza di parassiti. La risposta dell’essere umano è stato l’utilizzo di sostanze chimiche per uccidere insetti ed erbacee senza capire invece che questi sono gli sforzi della Natura per il ripristino della biodiversità. Se l’uomo continua con questa lotta contro la Natura, la situazione non potrà che peggiorare.
Mokichi Okada invece suggerisce che l’essere umano stabilisca una relazione pacifica ed armoniosa con la Natura invece di combatterla per sempre.

Un suolo vivo ed in salute

L’agricoltura naturale si basa principalmente su un suolo sano in grado di far crescere colture sane con il suo potere intrinseco naturale. Okada considera il suolo come un essere vivente con la propria energia vitale miracolosa. Secondo la filosofia dell’agricoltura naturale di Okada, l’armonia e la prosperità dell’essere umano e di tutte le altre forme di vita sono assicurate dalla conservazione dell’ambiente attraverso il rispetto della legge della Natura ed in particolar modo attraverso il rispetto del suolo. Rispettando la Natura, possiamo far emergere la forza naturale del suolo vivente.

Il suolo è responsabile del nutrimento delle piante, favorendone così la crescita, le piante sono poi l’elemento di base della catena alimentare di qualsiasi forma di vita quindi il suolo è indispensabile per la vita. Pertanto si può affermare che è il suolo che permette l’esistenza della biosfera sulla Terra e la mantiene in armonia. Il suolo è la chiave di tutto, la vita e la sua qualità dipendono dal suolo.

Nel suolo vi è uno scambio costante di materia ed energia. L’energia radiante del sole scende verso l’ecosistema del suolo e delle piante nel campo, dove il calore viene scambiato, l’acqua percola attraverso gli intricati passaggi del terreno, la pianta assorbe l’acqua e la trasmette alle foglie e le foglie la espellono nell’atmosfera come vapore acqueo. Grazie a questo processo di traspirazione la foglia assorbe l’anidride carbonica dall’aria che, insieme all’acqua del terreno, viene sintetizzata nei composti chimici primari della vita, carboidrati, grassi, proteine etc. L’ossigeno prodotto nella foglia viene emesso nell’aria e permette la respirazione di tutte le forme di vita sulla Terra. Il suolo quindi è una fabbrica biofisica autoregolante che utilizza materiali propri, l’acqua e l’energia solare per fabbricare i suoi prodotti. Ma il suolo determina anche il destino della neve e della pioggia che raggiunge la superficie terrestre. L’acqua piovana scorrendo attraverso la superficie del terreno mantiene il flusso costante di fiumi e torrenti, o permea lo spazio venendo stoccata come acqua sotterranea e come flusso delle sorgenti. Senza il suolo come tampone di stoccaggio, l’acqua piovana che cade sui continenti defluirebbe immediatamente, producendo violente inondazioni piuttosto che flussi sostenuti.

Gli antichi esseri umani riconoscevano il fatto che l’umanità dipendesse completamente dalla terra, vivevano intimamente a contatto con il suolo e lo rispettavano molto più di noi oggi. Il suolo non era solo la fonte della loro vita, ma anche il materiale ( l’argilla) con cui realizzavano le loro case, contenitori e strumenti.

Il suolo inoltre funge da filtro naturale vivente per prevenire l’accumulo di tossine e agenti patogeni che altrimenti potrebbero inquinare l’ambiente terrestre, rendendoli innocui e convertendoli in nutrienti per le funzioni del suolo.

Come scrive Okada:

“il suolo ha il suo calore, la sua gentilezza ed il suo amore ed è la fonte di tutta la vita”.

Accettando le foglie cadute, la flora appassita, i cadaveri degli animali, il suolo purifica tutto convertendolo in nutrienti necessari per nutrire nuove vite. Le nuove vite crescono, si sviluppano, fruttificano e muoiono dove sono nate, mantenendo questo circolo continuo interminabile della vita sulla terra. Quindi, si può affermare, che il suolo conserva le radici per tutte le forme di vita sulla terra e possiede una magnifica energia, un grande amore e magnanimità. Da molto tempo, il suolo, infatti, viene chiamato “madre terra” e amato da molte persone come simbolo dell’amore materno.

Questa visione del suolo si radica fondamentalmente nella filosofia di Laozi, che, come visto in precedenza, afferma che gli esseri umani seguono la Terra (il territorio ed il suolo), la Terra segue il Cielo (clima e tempo atmosferico), il Cielo segue il Tao (la legge della Natura), il Tao segue la Natura. Gli esseri umani, che fanno parte della Natura, sono in grado di preservare la propria esistenza rispettando la Natura e il suolo, usando il suo potere intrinseco per favorire la coltivazione di colture sostenibili.

Il suolo è in gran parte responsabile dei processi vitali. Il suolo non è solo una sostanza.

La moderna agricoltura chimica ignora il potere intrinseco e le proprietà del suolo, per dipendere invece dal potere dei fertilizzanti chimici che di conseguenza portano a un declino del potere del suolo. Nel 1941, Okada condusse degli esperimenti che lo portarono alla conclusione che il metodo dell’agricoltura chimica non era né compatibile né in accordo con la Natura. Come scrive:

“Se coltiviamo colture con vero amore e rispetto verso il potere naturale del suolo, il suolo funzionerà in misura sorprendente. Tutti i difficili problemi che investono sia gli agricoltori che i consumatori oggi possono essere risolti attraverso questo metodo di coltivazione”.

Ha anche composto una poesia che critica l’agricoltura chimica per l’inquinamento ambientale e il degrado che da essa derivano.

Che cosa stupida!
L’uomo di oggi sta inquinando
il prezioso suolo terrestre
che produce il tesoro
Cibo di vitale importanza.

L’uso del compost per migliorare il suolo

Per preservare il potere del suolo Okada afferma che bisogna prevenirne l’inquinamento e mantenerlo puro aggiungendo nient’altro che del compost naturale.

Per stimolare la crescita delle piante, è della massima importanza consentire lo sviluppo delle radici capillari alle estremità delle grandi radici. Se il terreno è sciolto abbastanza da areare le radici, le radici capillari hanno molto spazio per crescere. Ciò significa prevenire la compattazione e l’indurimento del terreno. Per ammorbidire il terreno, permettendo alle radici di crescere e diffondersi, la strategia adottata da Okada è l’utilizzo di una grande quantità di compost naturale vegetale non completamente decomposto (altrimenti tenderebbe ad indurirsi facilmente) mescolato al terreno. Il compost quindi evita la compattazione del terreno ed aumenta la capacità del suolo di trattenere l’acqua ed i nutrienti.

Gli effetti avversi del letame o dei fertilizzanti chimici sul suolo

Sottovalutando il potere del suolo, gli agricoltori hanno accettato l’impiego del letame o dei fertilizzanti chimici per migliorare le colture. Così facendo però il suolo è stato alterato ed il suo potere generativo si è indebolito. Inconsapevoli di ciò e pensando che la causa della scarsità dei raccolti fosse dovuta da un uso insufficiente di fertilizzanti, gli agricoltori iniziarono a farne un uso maggiore, con il risultato di un impoverimento sempre più del suolo.
I fertilizzanti producono risultati abbastanza buoni per un pò ma sul lungo periodo hanno effetti via via negativi. Le piante iniziano a dipendere dai fertilizzanti perdendo la loro capacità di prelevare le sostanze dal suolo. Una situazione simile alla tossicodipendenza.
Gli agricoltori si sono ciecamente fidati dei fertilizzanti per così tanto tempo da non essere in grado di aprire gli occhi sulla realtà.

Una delle grandi preoccupazioni agricole di oggi sono i parassiti. Invece di scoprire cosa li causa, gli agricoltori concentrano tutti i loro sforzi per sterminarli, del tutto incapaci di comprendere le ragioni della loro comparsa.

Sono i fertilizzanti che generano gli insetti dannosi, infatti il numero di tali parassiti è aumentato negli ultimi anni con l’aumento del numero di fertilizzanti utilizzati. Inoltre, non ci si rende conto che gli insetticidi usati per sterminare i parassiti penetrano nel terreno degenerandolo sempre più, portando così alla comparsa di ancora più insetti nocivi. L’applicazione di fertilizzanti indebolisce gravemente le colture.

Le piante fortemente fertilizzate cadono e si rompono per il vento e per la pioggia, i loro fiori cadono e così portano pochi frutti. Nel caso di riso, grano e fagioli, le piante crescono troppo alte e le loro foglie sono troppo grandi, quindi le colture sono ombreggiate, le bucce sono spesse e i semi piccoli e malati. Ortaggi e cereali coltivati dall’agricoltura naturale hanno un sapore migliore, una crescita più grande e più rapida e le colture sono più grandi di quelle prodotte con fertilizzanti.

Cosa accade nel passaggio all’agricoltura naturale

Quando si passa all’agricoltura naturale, dopo il trapianto le piantine per un pò appariranno stentate con grande preoccupazione da parte del contadino che sta sperimentando il metodo naturale. Dopo due o tre mesi invece le condizioni delle piante miglioreranno e, al momento della fioritura, lo stesso contadino ne resterà meravigliato. Poco prima del raccolto si sentirà sollevato dal riscontrare che il raccolto è buono ma alla fine resterà sbalordito nel notare che anzi è addirittura migliore del normale.

Per il primo anno o due dopo che il passaggio è stato effettuato dall’agricoltura fertilizzata all’agricoltura naturale, i risultati saranno scarsi. Questo fenomeno si verifica perché il suolo è diventato dipendente dai fertilizzanti. …bisogna essere pazienti e aspettare due o tre anni fino a quando il suolo ed i semi non si sono liberati dai veleni e la terra, libera dai fertilizzanti, può così manifestare il suo grande potere.

Come fu accolta l’agricoltura naturale

Okada iniziò a parlare di agricoltura naturale nel 1935, dopodiché condusse una serie di esperimenti nella sua residenza di Tokyo ed iniziò a raccomandare questo metodo agli altri agricoltori. Addirittura nel 1953, per promuovere l’agricoltura naturale, fondò la Nature Farming Society, con una struttura ben organizzata sul territorio con filiali regionali e referenti in diverse città e villaggi.

Solo che in quel momento in Giappone i fertilizzanti chimici ed i pesticidi venivano propagandati come i salvatori dell’agricoltura, gli scienziati, i politici e gli agricoltori credevano che i prodotti chimici avrebbero sterminato gli insetti e le malattie ponendo così fine alle carestie. Per questo i metodi di coltivazione naturale proposti da Okada furono largamente criticati e persino definiti come una “teoria del male”. Gli agricoltori che invece cercarono di applicarli subirono gravi difficoltà.

Per Okada si potevano ottenere produzioni abbondanti semplicemente seguendo la Natura, utilizzando solo del compost, senza fertilizzanti chimici o letame. All’epoca, tuttavia, erano pochi gli agricoltori che prestavano attenzione a ciò che diceva, non importava quanto cercasse di convincerli.
Okada però era fermamente convinto che l’agricoltura naturale fosse l’unico modo per salvare la popolazione agricola che era profondamente legata al destino dell’intera nazione. Quindi era dolorosamente consapevole della necessità di conquistare la comprensione sia dei contadini che in generale dell’intera popolazione giapponese. Cercò di fare leva sul fatto che i metodi dell’agricoltura naturale permettono una sorprendente riduzione dei costi e del lavoro, non essendo più necessario pagare per i fertilizzanti ne tantomeno per i pesticidi in quanto i danni degli insetti nocivi si riducono ad una piccola frazione di quelli riscontrati invece nei sistemi di coltivazione convenzionali, inoltre i danni causati dal vento o dalle tempeste si dimezzano.
Come osservato da Okada l’agricoltura naturale riduce drasticamente l’incidenza dei parassiti, in quanto in realtà questi emergono a causa dell’utilizzo dei fertilizzanti.
Inoltre Okada osservò che le radici capillari delle piante coltivate secondo l’agricoltura naturale erano molto più numerose e più lunghe di quelle coltivate con fertilizzanti chimici.

Okada ha riassunto quelli che sono i sei vantaggi principali che si ottengono grazie all’agricoltura naturale:

  1. Il costo dei fertilizzanti viene risparmiato
  2. La manodopera si dimezza
  3. La produttività aumenta
  4. La resa aumenta, per es. il volume del grano aumenta ed in questo modo c’è meno perdita in cottura oltre al fatto che il sapore migliora
  5. I danni da insetti si riducono al minimo
  6. Il pericolo di ascaridi e altri parassiti (argomento di grande preoccupazione in quel periodo ) è del tutto eliminato

Prove scientifiche della filosofia dell’agricoltura naturale

Okada inoltre mise in guardia dai pericoli dei fertilizzanti chimici affermando che

  • I fertilizzanti inquinano ed indeboliscono il suolo
  • I parassiti si diffondono a causa di un uso eccessivo dei fertilizzanti
  • Una nutrizione favorevole ai patogeni causa una suscettibilità alle malattie
  • La frutta e la verdura prodotta dall’agricoltura naturale ha un sapore migliore rispetto a quella dell’agricoltura chimica
  • I veleni dei fertilizzanti esistono a vari livelli

Il dr. Hui-Lian Xu dell’Università di Jinan in Cina della facoltà di Scienze e tecnologie biologiche, ha condotto una serie di esperimenti scientifici che hanno provato la correttezza di quanto affermato da Okada.
Io mi soffermerò solo su alcuni dei vari studi effettuati, per chi volesse approfondire consiglio la lettura del report della ricerca del dr. Hui-Lian Xu consultabile gratuitamente in inglese a questo link da cui, come indicato all’inizio, provengono principalmente anche le altre informazioni in questo articolo.

1. I fertilizzanti inquinano ed indeboliscono il suolo

Con “inquinare” il suolo si intende l’impoverimento del suolo e la distruzione del suo potere originario oltre che alla perdita delle sue proprietà fisico-chimiche e biologiche a causa dell’uso eccessivo di sostanze chimiche.
Uno degli inquinanti del suolo indicati da Okada sono i nitrati dovuti all’utilizzo dei fertilizzanti azotati. I fertilizzanti azotati non si basano sull’azoto puro ma su alcuni suoi composti come per esempio l’urea. L’urea è una forma chimica inutilizzabile dalle piante e nel terreno viene trasformata in ammoniaca (NH3) che è un composto volatile. Per evitare che l’azoto ritorni in atmosfera allora i fertilizzanti vengono applicati prima della pioggia o dell’irrigazione del suolo perché l’acqua fa si che l’ammoniaca si trasformi in ione ammonio che è maggiormente trattenuto nel suolo e successivamente viene trasformato dai batteri nitrificanti in nitrato. I nitrati vengono assorbiti dalle piante, l’assimilazione avviene ad opera di un complesso enzimatico costituito dalla nitrato-reduttasi. Il nitrato viene così ridotto in nitrito che successivamente dalla nitrito-reduttasi viene trasformato in ammonio. L’ammonio è tossico per le piante pertanto deve essere rapidamente convertito in amminoacidi. Qualora l’assorbimento di nitrato superi l’assimilazione, i nitrati vengono accumulati nelle cellule. A differenza dell’ammonio, le piante possono accumulare anche elevate quantità di nitrato e traslocarlo da un organo all’altro senza manifestare inconvenienti.

Quando i fertilizzanti sono dati in eccesso però non avviene il totale assorbimento da parte della pianta, quindi i nitrati rimangono inutilizzati nel terreno andando così ad inquinare le falde acquifere. In terreni compattati o dove si hanno ristagni d’acqua ha luogo un’altra trasformazione chimica, la denitrificazione, ad opera dei batteri che trasformano i nitrati in azoto molecolare e ossidi di azoto che si disperdono nell’atmosfera.

Casida et al., 1964

Gli esperimenti mostrano come la concentrazione dei nitrati nel suolo sia maggiore nell’agricoltura convenzionale rispetto all’agricoltura naturale, con un conseguente inquinamento del suolo. Inoltre alti livelli di nitrati causano una diminuzione dell’attività microbica con conseguente indebolimento del suolo. Esattamente come previsto da Okada.

2. I parassiti si diffondono a causa di un uso eccessivo dei fertilizzanti

Molte ricerche suggeriscono che l’incidenza di insetti nocivi è correlata con la concentrazione dei nitrati nelle piante.

Casida et al., 1964

Come mostrano questi dati sperimentali, la concentrazione dei nitrati nelle foglie di piante coltivate tradizionalmente è maggiore rispetto a quella in piante coltivate in maniera naturale. Inoltre la concentrazione fogliare della nitrato-reduttasi è maggiore nelle piante naturali rispetto a quelle dell’agricoltura chimica.

Il tessuto degli animali e degli insetti è composto del 7-14% di azoto per peso a secco, mentre le piante sono costituite da azoto solo per lo 0.03-7%. Quindi gli insetti erbivori devono consumare grandi quantità delle loro piante ospiti per accumulare sufficiente azoto per la loro crescita ed il loro sviluppo. Perciò, è logico che piante con alte percentuali di azoto siano la scelta favorita dalla maggior parte degli insetti per sopperire alle loro necessità nutrizionali di azoto.

Quindi, piante con foglie con un alto contenuto di azoto spesso presentano un’alta incidenza di parassiti erbivori, le piante in risposta aumentano la produzione di composti tossici, altre difese delle piante, o con una crescita compensatoria che spesso si traduce in rese proteiche e contenuto di azoto fogliare più elevati. Pertanto, se l’incidenza di insetti parassiti è mantenuta bassa regolando il metabolismo dell’azoto vegetale, la riduzione della resa del raccolto da parte dei parassiti può essere mantenuta ad un livello trascurabile o accettabile.

Come indicato da Okada nel 1941, “ gli insetti parassiti spuntano a causa dell’eccessiva applicazione di fertilizzanti”. Questo suo avvertimento, alla luce dei numerosi studi scientifici che lo confermano, era effettivamente corretto.

3. Una nutrizione favorevole ai patogeni causa una suscettibilità alle malattie

Nel 1941, Okada affermò che “la differenza tra piante resistenti e piante suscettibili è l’esistenza di una nutrizione favorevole ai patogeni”. Qual è quindi questa nutrizione che favorisce i patogeni?
Come menzionato in precedenza, gli insetti si nutrono di intermediari del metabolismo dell’azoto, tra cui per esempio i nitrati ma anche gli amminoacidi.

Alcuni studi mostrano che azoto in eccesso insieme ad una carenza di potassio rendono le colture più suscettibili ai parassiti aumentando la concentrazione fogliare di amminoacidi liberi.
Inoltre, come riportato dai dati in tabella la concentrazione di amminoacidi nelle foglie di piante cresciute con metodi naturali risulta minore rispetto a quella di piante coltivate con i metodi tradizionali.
Una fertilizzazione eccessiva o squilibrata piuttosto che una sotto-fertilizzazione o un grave deficit di nutrienti è la causa delle malattie legate alla nutrizione del suolo e dell’incidenza dei parassiti nella coltivazione intensiva, sia organica che convenzionale.
Di solito nei metodi di coltivazione biologici, una fertilizzazione in eccesso si riscontra di meno a causa di una minore disponibilità e di un rilascio più lento dei nutrienti, in particolar modo l’azoto da sostanze organiche rispetto ai fertilizzanti chimici. Questo potrebbe spiegare perché l’incidenza delle malattie e dei parassiti sia minore con metodi biologici. Tuttavia, se si applicano grandi quantità di letame animale o compost, si potrebbero ugualmente verificare degli squilibri o degli eccessi di nutrienti con le conseguenze che abbiamo visto. Quindi anche i metodi di agricoltura naturali e biologici non sono privi di queste problematiche. Come del resto questi squilibri ed eccessi potrebbero essere evitati anche nei metodi convenzionali con un attento monitoraggio del suolo e delle piante e l’utilizzo di fertilizzanti a rilascio lento nella giusta quantità.
È ben conosciuto dai patologi vegetali che al di là della quantità ottimale, l’azoto può aumentare l’incidenza e la gravità di diverse malattie comuni che possono ridurre la quantità e la qualità del raccolto.

Quindi le condizioni nutrizionali all’interno delle piante che favoriscono l’incidenza delle malattie, come indicato da Okada, è l’accumulazione di intermediari del metabolismo dell’azoto (come nitrati ed amminoacidi) , principalmente causati da un’applicazione eccessiva di azoto.

4. Perché frutta e verdura sono più saporite

Okada afferma che “le verdure prodotte dall’agricoltura naturale sono più saporite di quelle fertilizzate chimicamente”.
Per chiarire questo aspetto è stato condotto un esperimento con delle piante di ravizzone ( Brassica campestris ) coltivato in serra.

La crescita delle piantine è inizialmente più debole in quelle sottoposte a trattamenti biologici rispetto a quelle con fertilizzanti chimici. Nelle fasi successive, comunque, il ravizzone trattato con fertilizzanti organici ha avuto una crescita migliore ed alla fine ha dato luogo ad un raccolto totale maggiore di quello sottoposto a fertilizzanti chimici. La concentrazione fogliare di zuccheri ( saccarosi, glucosio e fruttosio) e vitamina C, come mostrato in tabella, sono significativamente più alte e la concentrazione di nitrati è più bassa nelle piante fertilizzate in maniera organica rispetto a quelle con fertilizzanti chimici.
Alti livelli di vitamina C e bassi livelli di nitrati sono indicatori di alta qualità delle verdure. Confermando quindi quanto sostenuto da Okada.

5. I veleni dei fertilizzanti a vari livelli

Nei suoi lavori Okada utilizza più volte il termine giapponese “ hidoku” che sta a significare che i fertilizzanti sono dannosi o velenosi. Infatti oggi è ben conosciuta l’esistenza di effetti avversi legati ad una fertilizzazione in eccesso.

Come abbiamo visto in precedenza, l’uso eccessivo dei fertilizzanti azotati nei sistemi di coltivazione causa l’inquinamento dell’acqua di superficie e delle falde acquifere e degrada la qualità dei prodotti agricoli, ma quali sono nell’essere umano gli effetti dei nitrati assunti attraverso l’acqua e gli alimenti?
I nitrati possono influenzare i globuli rossi e ridurre la loro capacità di trasportare ossigeno. Nella maggior parte dei casi negli adulti e nei bambini i globuli rossi tornano rapidamente alla normalità ma nei bambini di meno di 6 mesi ed in particolare nei neonati ci vuole molo più tempo affinché l’effetto dei nitrati svanisca. Di conseguenza i bambini, a cui viene somministrata acqua con alti livelli di nitrati o alimenti contenenti nitrati, possono sviluppare una grave condizione di salute a causa della mancanza di ossigeno, condizione conosciuta come “sindrome del bambino blu”in quanto senza un’adeguata saturazione di ossigeno nel sangue la pelle mostra un colore blu o viola. I bambini alimentati con latte artificiale o che vivono in fattorie o in zone altamente agricole sono i più a rischio. Per questo è molto importante fare attenzione al contenuto di nitrati dell’acqua che viene somministrata ai bambini di meno di un anno. Bollendo l’acqua si uccidono i batteri contenuti in essa ma non si può ridurre il livello dei nitrati.

Invece per quel che riguarda gli alimenti, gli ortaggi a radice e le verdure a foglia verde sono quelli che presentano un contenuto maggiore di nitrati. La concentrazione dei nitrati accumulati varia a seconda del tipo di ortaggio, dell’ambiente, della luce solare, dell’umidità del suolo e della concentrazione di azoto nel suolo. I vegetali che tendono ad accumulare una gran quantità di nitrati sono gli spinaci, la bietola, la lattuga, i cavoli, i broccoli e le carote. Le verdure a foglia verde contengono più nitrati degli ortaggi a radice, come carote e barbabietole, e dei fiori, come i broccoli. Una preparazione adeguata o il consumo immediato possono aiutare ad eliminare il rischio nelle verdure a foglia, per esempio con la bollitura i nitrati vengono rilasciati nell’acqua di cottura che poi è meglio non riutilizzare.
Dato che l’assunzione di nitrati dagli alimenti è maggiore rispetto a quella tramite l’acqua, verdure come fagiolini, carote, zucchine, spinaci e barbabietole sarebbero completamente da evitare per bambini prima dei 6 mesi di età. È importante osservare che la coltivazione biologica, non utilizzando fertilizzanti azotati, minimizza questo rischio di contaminazione da nitrati ma NON lo elimina.

Inoltre l’assunzione di nitrati dall’acqua potabile e dal consumo di verdure fresche, entrambi derivati dall’utilizzo dei fertilizzanti nella produzione agricola, è una delle principali cause della rapida crescita dei casi di cancro in tutto il mondo. Sono stati condotti un gran numero di studi sul possibile collegamento tra nitrati ed il rischio di cancro e anche altri problemi di salute cronici. Per citarne uno, McColl ed il suo team di ricerca hanno studiato il collegamento tra alti livelli di nitrato e cancro alla gola, che ogni anno interessa oltre 3.000 persone nel Regno Unito.
McColl afferma che “il cibo prodotto nell’agricoltura biologica non si è rivelato essere un’opzione più sana perché anche gli alimenti bio contenevano livelli importanti di nitrati, alcuni dei quali provenivano da fertilizzanti naturali, come il compost”.

“Sembra che la produzione di massa di verdure nel mondo occidentale dalla seconda guerra mondiale possa essere il fattore di fondo che ha portato un aumento così grande in questa forma di cancro”

Inoltre questa ricerca ha mostrato che gli ortaggi a foglia verde e a radice contenevano i più alti livelli di nitrato.

Un altro degli aspetti dell’avvelenamento dei fertilizzanti indicato da Okada è il fenomeno dell’eutrofizzazione che è un processo naturale attraverso il quale le acque superficiali, come laghi, fiumi e mari, si arricchiscono eccessivamente di nutrienti, tipicamente azoto e fosforo. In natura questo fenomeno richiede migliaia di anni ma l’essere umano ha accelerato questo processo attraverso le sue attività, come l’agricoltura, la silvicoltura, la costruzione di strade, l’industria, il trattamento dei rifiuti, che causano l’ingresso di nutrienti ( principalmente fosforo, azoto e carbonio ) nei flussi d’acqua.
Questa maggiore disponibilità di nutrienti prova un’esplosione nella popolazione di alghe e piante acquatiche che influenzano la concentrazione di ossigeno ed il pH dell’acqua. Le alghe respirano di notte, quando non sono in grado di produrre ossigeno attraverso la fotosintesi ed i batteri che scompongono le alghe morte consumano ossigeno, questi due fenomeni causano una diminuzione nella concentrazione di ossigeno che può portare alla morte per asfissia dei pesci. Inoltre le fioriture delle alghe blu-verdi producono tossine algali che uccidono gli animali acquatici.

Un’altra forma di avvelenamento da parte dei fertilizzanti è legata all’inquinamento da metalli pesanti che è una problematica che sta ricevendo sempre più attenzione in quanto molti problemi di salute sono causati proprio dalla contaminazione da metalli pesanti del cibo e dell’acqua che assumiamo.

Una fertilizzazione eccessiva causa un’acidificazione del suolo che aumenta la disponibilità dei metalli pesanti ed il loro assorbimento nelle piante.

In tabella sono riportati i valori dei vari metalli pesanti contenuti nei fertilizzanti al fosforo, nei fertilizzanti azotati e nel letame animale. Infatti i l’agricoltura naturale di Okada originariamente non prevedeva non solo i fertilizzanti chimici ma anche l’utilizzo del letame animale o delle acque reflue dei servizi igienici umani. Ora, è noto che il letame animale e le acque reflue urbane inquinano il suolo in quanto possono contenere molti tipi di sostanze chimiche come farmaci, ormoni della crescita e metalli pesanti. Nella pollina ( letame delle galline ) per esempio sono stati ritrovati livelli di rame e zinco e zinco fino a 1500~2500 μg/g (Wong, 1985) mentre altre ricerche mostrano come l’applicazione sempre della pollina hanno portato ad un aumento dei metalli pesanti nel suolo. I rifiuti organici urbani compostati possono essere riutilizzati ma anche in questo caso a lungo andare si rischia una contaminazione del suolo da metalli pesanti. La stessa cosa anche per i fanghi dei depuratori che possono portare all’accumulo di componenti dannosi, come metalli pesanti, composti organici, sali e agenti patogeni, nel suolo e nelle colture.

L’elevata concentrazione di metalli pesanti nel suolo può danneggiare direttamente la salute umana.

I bambini sono molto suscettibili al piombo Pb ambientale, un’elevata concentrazione del piombo nel suolo può portare all’aumento del piombo nel sangue e ostacolare la loro crescita.

Alte concentrazioni della maggior parte dei metalli, indipendentemente dall’essere essenziali o non essenziali, sono tossiche per le cellule viventi, possono interferire con le funzioni fisiologiche importanti delle piante, causare uno squilibrio di nutrienti e avere effetti dannosi sulla sintesi e sul funzionamento di composti biologicamente importanti, come enzimi, vitamine, ormoni, ecc. Le piante che crescono in un ambiente inquinato, specialmente nei terreni a basso pH, possono accumulare metalli ad alte concentrazioni, causando un serio rischio per la salute umana quando la pianta entra nella catena alimentare.
Varie ricerche hanno evidenziato come le verdure a foglia tendono ad accumulare concentrazioni di metalli più elevate rispetto agli ortaggi a radice, cereali o frutta.

L’assorbimento dei metalli pesanti dal suolo da parte delle piante è influenzato da: alcuni fattori del suolo come pH, potenziale redox, contenuto di materia organica, l’utilizzo di fertilizzanti, la presenza di ossidi ed idrossidi di manganese, ferro e alluminio, la capacità di scambio cationico, consistenza e quantità di altri metalli; e da fattori vegetali, come la specie, la cultivar e l’età della pianta. L’ingresso di metalli pesanti nella catena alimentare può causare gravi danni alla salute umana. Zinco, rame, piombo e cadmio sono generalmente i metalli di maggiore preoccupazione. Il cadmio per esempio può accumularsi nel corpo nel corso della vita, i primi segni biochimici di tossicità da cadmio sono i disturbi renali.

L’accumulo di metalli pesanti nel suo può anche danneggiare la biodiversità nel suolo. Le attività enzimatiche del suolo sono coinvolte nel ciclo dei nutrienti e nella loro disponibilità alle piante e possono essere utilizzate come indice del funzionamento del suolo e come indicatori efficaci per le attività microbiche nel suolo. Molti studi indicano riduzioni significative (da 10 a 50 volte) nelle attività enzimatiche a causa dell’aumento delle concentrazioni di metalli pesanti nei suoli. Questi risultati dimostrano che la contaminazione da metalli pesanti del suolo ha influenzato negativamente l’abbondanza e l’attività dei microrganismi coinvolti nella decomposizione della materia organica e nel ciclo dei nutrienti nel suolo (Kuperman e Carreiro, 1997).

Così come l’eccesso di nitrati anche i metalli pesanti quindi stanno avvelenando l’intero ecosistema sia a livello macro che micro. Come per i nitrati, la contaminazione da metalli pesanti può essere causata sia da concimazioni chimiche che organiche. Comunque c’è da dire che l’applicazione di letame biologico ben compostato può migliorare il pH del suolo portandolo fino a oltre 7, rendendo così meno disponibili i metalli pesanti per le colture. Inoltre l’aumento dell’humus attraverso i vari ammendanti organici può avere un’azione chelante dei metalli pesanti diminuendone l’assorbimento da parte delle piante.

Riepilogo

Ricapitolando, Mokichi Okada è vissuto in un periodo di grande trasformazione per il Giappone, negli anni del passaggio da una società principalmente contadina ad una industrializzata. Questo processo di modernizzazione ha cambiato radicalmente anche l’agricoltura, segnando l’abbandono delle pratiche tradizionali per quelle occidentali basate su una meccanizzazione delle lavorazioni e sull’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi chimici. Le varie difficoltà vissute da Okada lo spinsero ad una profonda riflessione sull’esistenza umana, sui problemi che affliggono l’umanità, malattie, povertà e conflitti. Questo lo portò ad una consapevolezza profonda della Natura, da cui poi ha avuto origine il suo movimento filosofico-spirituale. Come sottolinea Okada le varie religioni si sono sempre focalizzate esclusivamente sulla salvezza spirituale delle persone tralasciando completamente l’aspetto materiale. Ma, come tutto ciò che ci circonda, l’essere umano è composto da un corpo fisico ed uno spirituale, che sono indivisibili. Così Okada ha iniziato a cercare un modo per aiutare le persone a raggiungere un benessere sia fisico che spirituale, perché solo agendo sul benessere dei singoli individui si potrà giungere finalmente alla realizzazione di un paradiso in terra, cioè alla costruzione di una nuova civiltà libera da malattie, povertà e guerre, in cui tutti gli individui vivano in equilibrio tra di loro e con la Natura ognuno con la propria individualità ed unicità.

Tra i vari metodi per recuperare il benessere fisico e spirituale si inserisce anche l’alimentazione naturale con alimenti coltivati in maniera naturale.

L’importanza della qualità del cibo ha portato Okada a condurre una serie di esperimenti alla ricerca di un metodo naturale di coltivazione.

Okada fu tra i primi in quegli anni a rendersi conto dei pericoli dei fertilizzanti e dei pesticidi chimici che si stavano all’epoca appena iniziando a diffondere e che erano visti da tutti come i salvatori dell’agricoltura che avrebbero sterminato tutti i parassiti assicurando raccolti sempre più abbondanti ponendo così fine alle carestie.

Okada invece cercò di mettere in guardia dai rischi a cui si andava incontro con l’uso eccessivo dei fertilizzanti e dei pesticidi chimici, rischi che poi dopo tanti anni sono stati infine riconosciuti da vari studi e ricerche scientifiche che hanno evidenziato come le previsioni di Okada fossero effettivamente corrette.

Okada quindi ha sviluppato un metodo di coltivazione naturale o meglio secondo le leggi della Natura, in quanto come scrive Okada in uno dei suoi libri

“quindi il principio di base del metodo dell’agricoltura naturale è principalmente un rispetto ed un interesse per la Natura. La Natura può insegnarci tutto”

Nella sua agricoltura naturale Okada pone particolare attenzione al suolo, visto come un essere vivente con la sua energia vitale miracolosa. È il suolo l’elemento su cui si poggia l’esistenza di tutti gli esseri viventi.
Per avere un suolo sano Okada fa affidamento come ammendante al compost. Originariamente l’agricoltura naturale non prevedeva alcun utilizzo non solo di fertilizzanti e pesticidi chimici ma anche di letame animale.

Dopo la sua morte, più recentemente, c’è stata un’aperta da parte di chi ha continuato a diffondere il metodo di Okada, verso l’uso del letame animale ben compostato ed in particolar modo all’applicazione dei microrganismi effettivi EM sviluppati dal dr. Teru Higa.

La Kyusei Nature Farming ( cioè l’associazione per la diffusione dell’agricoltura naturale fondata da Okada ), nel 1980 ha contribuito a fondare la EMRO, cioè un’associazione per la ricerca sui microrganismi effettivi EM, per promuovere l’agricoltura naturale con l’utilizzo dei microrganismi effettivi EM. Ed è stato così che l’unione tra la visione originale di Mokichi Okada ed i microrganismi EM ha permesso di dimostrare la capacità dell’agricoltura naturale di produrre rese equivalenti ed addirittura maggiori dell’agricoltura convenzionale, senza causare danni al suolo e all’ambiente circostante.

Sui micro.granismi effettivi EM e sulla loro applicazione in agricoltura mi soffermerò nel prossimo articolo.

Riferimenti:

https://www.researchgate.net/publication/275035711_NATURE_FARMING_In_Japan

https://www.infrc.or.jp/english/8522/

Vuoi restare aggiornato sui prossimi articoli e approfondimenti? Seguimi sui miei canali social!

Se qualcosa non fosse chiaro o vuoi condividere la tua esperienza, lascia un commento qui sotto: mi farà piacere leggere le tue impressioni e rispondere alle tue domande.

Una risposta a “Mokichi Okada – Coltivare secondo la legge della Natura”

  1. E incredibile come in tutti questi anni abbiamo tenuto gli occhi chiusi, ci siamo lasciati condizionare da tutti quei prodotti che nei supermercati fanno bella mostra per quanto sono perfetti e al contempo velenosi per la nostra salute senza dimenticare che sono causa di patologie gravi come il cancro.
    Grazie a questo umile personaggio che nonostante la sue disgrazie ha dimostrato di essere un guerriero lottando contro le avversità che la vita gli ha riservato e grazie a queste avversità ha vinto la sua battaglia trasmettendo all’intera generazione i suoi metodi rivoluzionari di agricoltura secondo la legge della natura e consentirci così di vivere in modo sano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.