L’acronimo WCa sta per “Water-soluble Calcium” cioè “calcio solubile” ed è una soluzione di calcio estratto dai gusci d’uovo in una forma rapidamente assimilabile dalle piante.
Il ruolo del calcio nelle piante
Il calcio è un nutriente che svolge un ruolo importante nel preservare la salute delle piante:
- influenza l’assimilazione degli elementi nutritivi;
- neutralizza sostanze tossiche prodotte nella pianta legandosi con acidi organici;
- contribuisce ad una migliore utilizzazione di carboidrati e proteine;
- induce la produzione di acido salicilico, che promuove tutte quelle reazioni che aiutano la pianta a difendersi contro gli attacchi esterni;
- previene la crescita eccessiva delle colture;
- i pectati di calcio sono un elemento fondamentale nella formazione della membrana cellulare e per questo conferiscono una maggiore resistenza meccanica ai tessuti vegetali rinforzando le pareti cellulari e svolgendo anche una funzione di attivatore enzimatico. Questo porta ad una maggiore croccantezza dei frutti prolungandone la conservabilità e rende le piante meno suscettibili alle aggressioni di funghi e batteri.
Sintomi da carenza di calcio
- Radici sottosviluppate e radici capillari deboli a causa del fatto che il normale protoplasma della cellula non si è formato per via della carenza di calcio.
- Le foglie si scolorano, diventano brunastre e poi seccano.
- Comparsa di baccelli di leguminose vuoti.
- Scarsa maturazione della frutta e della verdura, eccessiva presenza di umidità e acidi organici, carenza nel contenuto di zuccheri, ammorbidimento della polpa dei frutti, aroma insufficiente.
- Rizottoniosi o “marciume del colletto e delle radici” che è una malattia fungina causata da alcune specie di funghi del genere Rhizoctonia in particolare il Rhizoctoniasolani, determina la moria dei semenzai, marciumi radicali, lesioni e cancri del fusto ecc. una delle specie più colpite è la patata causando lesioni alla base del fusto e sui tuberi numerose piccole croste di colore nero.
- Gli ortaggi a radice diventano spugnosi e vuoti, carenza di aroma e contenuto di zuccheri, breve conservabilità
- Sia le piante di riso che di orzo soffrono di problemi come: eccessiva umidità, scarso accumulo di amidi, mancanza di lucentezza ed aroma, bassa resistenza agli insetti e alle malattie
- Maggiore fragilità cellulare a causa della quale, per esempio, si hanno fusti e rami deboli che si spezzano.
- Nei frutti la carenza di calcio causa delle lesioni tipiche in genere localizzate nella parte apicale: butteratura amara del melo, spaccatura della buccia del pero, disseccamento del rachide della vite o marciume apicale nelle solanacee, in particolare nel pomodoro.
Il calcio nel terreno
Il calcio nel suolo si trova prevalentemente sotto forma di carbonato di calcio ( CaCO3 ) dove contribuisce al miglioramento della struttura del terreno.
La disponibilità del calcio varia a seconda di alcune condizioni particolari:
- Suoli con una maggiore capacità di assorbire e trattenere il calcio ne avranno una maggiore disponibilità.
- Terreni alcalini a pH alto hanno valori più elevati di calcio rispetto a quelli acidi con pH inferiore.
- Quantità eccessive di azoto, ferro, potassio, sodio e zolfo creano problemi di assimilazione del calcio.
Generalmente il calcio è presente nel terreno in quantità sufficienti per le esigenze delle piante mentre un suo eccesso è molto più problematico.
Problemi legati all’eccesso di calcio nel suolo
L’eccesso di calcio insieme a quello di azoto sono uno dei principali problemi dell’agricoltura.
Elevate concentrazioni di calcio causano problemi di assimilazione per i seguenti elementi: fosforo, potassio, magnesio, silicio, ferro, zinco, rame, manganese, boro.
In pratica con un eccesso di calcio ci possono anche essere tanti elementi ma le piante non possono utilizzarli.
Se c’è un eccesso di calcio nella rizosfera si formano degli aggregati di calcio che bloccano la circolazione della linfa e per questo le foglie seccano.
Essendo un’antagonista del ferro provoca la “clorosi ferrica” che è una carenza di ferro nei tessuti vegetali, non tanto dovuta solo ad una sua effettiva mancanza nel suolo ma anche a causa proprio dell’immobilizzazione del ferro nel terreno provocata da parte dei composti a base di calcio.
Non solo, l’eccesso di calcio può portare anche ad una carenza di fosforo, per via della sua insolubilizzazione, cioè lo ione fosfato reagisce con il calcio formando dei composti insolubili che non possono essere utilizzati dalle piante.
Insomma l’eccesso di calcio in generale impedisce ai microelementi di essere assorbiti. Ecco perché bisogna andarci piano con le integrazioni di calcio perché apportarlo al terreno è semplice ma poi andare a correggere un suo eccesso non è così immediato.
Gli eccessi si pagano
Questo discorso in realtà non vale solo per il calcio ma per qualsiasi altro elemento, l’equilibrio nel terreno è una questione molto delicata e come scrive Louis Kervran in “Alla scoperta delle trasmutazioni biologiche”
sono soprattutto gli eccessi chimici la causa di disastrose situazioni. In ogni campo gli eccessi si pagano un giorno o l’altro.
Sulle analisi chimiche del terreno
Generalmente si consiglia di eseguire prima un’analisi chimica del suolo per valutarne le effettive carenze ma in realtà la questione è molto più complessa, come scrive sempre Kervran:
L’analisi del terreno non è sufficiente per giudicare la fertilità. Ci sono carenze che risultano nelle piante e non nel terreno e viceversa. Il manganese contenuto nel terreno calcareo può rimanere senza effetto sulle piante che restano carenti.
Come ricorda Kervran i concimi molto di rado vengono assimilati direttamente dalle piante, la loro utilizzazione passa prima dall’azione dei microrganismi.
Ridurre tutto solo a delle analisi chimiche del terreno volte all’individuazione di questo o quel elemento ed in che quantità sia esso presente, senza tener conto anche di tutte le complesse interazioni biologiche che occorrono, è sbagliato!
Biologia non equivale a chimica e per questo ci si può ritrovare, per esempio, con analisi mese per mese per un anno intero del contenuto di fosforo di suoli identici, uno arricchito con concime fermentato senza fosforo e l’altro con letame di fattoria ricco di fosforo, che mostrano, come scritto dal ricercatore stesso di questo studio pubblicato sulla rivista francese Nature et Progress, come “il suolo contenente il maggior quantitativo di fosforo sia quello senza apporto esterno di tale minerale. Un miracolo del suolo vivente.”
Ma qui sconfiniamo nel campo delle trasmutazioni biologiche purtroppo ancora oggi considerate un’eresia.
Procedere con cautela
In ogni caso, con le integrazioni dei vari elementi bisogna andarci piano. Questo vale anche per la cenere, un rimedio classico consigliato per carenze di calcio. Mio nonno mi diceva che la cenere nell’orto non fa mai male ma in realtà non è così perché può alterare il pH del terreno e causare danni alle radici delle piante. Quindi bisogna sempre agire con cautela.
WCa una valida alternativa
Come riportato nel report dell’Università delle Hawaii il WCa è un’alternativa agli ammendanti di calcio comunemente applicati al terreno.
In agricoltura naturale coreana Master Cho non fa eseguire analisi chimiche del suolo ma punta principalmente sui microrganismi e poi su dei semplici preparati con cui andare ad integrare possibili carenze dovute ad errori commessi, in questo caso per il calcio si realizza il WCa.
Carbonato di calcio nei gusci d’uovo
Nel WCa estraiamo il calcio dai gusci d’uovo. Il componente principale dei gusci d’uovo è il carbonato di calcio in forma insolubile non disponibile per l’assorbimento da parte delle piante a meno che i gusci non siano stati tritati molto finemente.
Questo significa che quando abbiamo bisogno di intervenire velocemente su una carenza di calcio che, per esempio, ha causato il marciume apicale sui nostri pomodori, i gusci d’uovo sparpagliati ai piedi delle piante non sono una soluzione efficace perché quel calcio non è immediatamente disponibile alle piante.
Quando i gusci d’uovo invece vengono posti in una soluzione acida, come l’aceto, avviene una reazione chimica che converte il calcio in una forma assimilabile ed è proprio questo che facciamo nella preparazione del WCa.
Perciò il WCa è una soluzione molto più efficiente ed efficace rispetto ai gusci d’uovo in purezza.
Marciume apicale del pomodoro risolto!
Riprendendo l’esempio del marciume apicale dei pomodori posso testimoniare che da quando 3 anni fa ho iniziato ad usare il WCa ho completamente risolto questa problematica.
Ma quindi come lo si realizza?
WCa
Nota
Le informazioni riportate di seguito seguono gli insegnamenti originari di Master Cho ai quali io ho deciso di attenermi come ho spiegato alla fine di questo articolo.
Materiali necessari:
- gusci d’uovo preferibilmente da allevamenti naturali;
- aceto di riso integrale;
- pentola per la preparazione dei gusci;
- barattolo di vetro alto;
- tovagliolo di carta ed un elastico per fissarlo al barattolo;
- imbuto e colino per filtrare.
Procedimento:
Per il WCa si usano dei gusci d’uovo preferibilmente da galline allevate in maniera naturale, ma si possono usare anche dei gusci di ostriche.
Per eliminare l’umidità e la materia organica presente nei gusci d’uovo questi vanno prima trattati per evitare che poi marciscano e compromettano il tutto.
Preparazione dei gusci d’uovo
- Rompere con le mani i gusci d’uovo in piccoli pezzi ( NON ridurli in polvere )
- mettere una padella sul fuoco a fiamma bassissima in maniera tale che possa essere toccata con le mani
- versare i gusci nella pentola e tostarli leggermente
- girarli spesso, man mano si vedrà la separazione della membrana interna che si staccherà e si brucerà mentre i gusci si asciugheranno
- i gusci dovranno assumere un colore marrone chiaro ma NON carbonizzato, in totale ci vorranno circa 30/40 minuti
A questo punto i gusci d’uovo sono pronti per la fase successiva con l’aceto.

Dissoluzione nell’aceto
Master Cho consiglia l’aceto di riso integrale che è sempre da preferire ma in questa preparazione è possibile sostituirlo con altri tipi di aceto come per esempio l’aceto di mele.
La proporzione tra i gusci d’uovo e l’aceto è di 1:10 in base al peso quindi per esempio per 100g di gusci servirà 1l di aceto.
Non usare tutti i gusci ma conservarne una parte, servirà alla fine del processo per verificare la saturazione della soluzione.
In un contenitore di vetro alto porre i gusci d’uovo e versare POCO ALLA VOLTA l’aceto, versarne solo una parte, aspettare 10/15 minuti affinché il tutto si stabilizzi per poi finire di versare il resto dell’aceto.
Dalla reazione del carbonato di calcio presente nei gusci d’uovo con l’aceto si sviluppa anidride carbonica, si vedranno quindi i pezzettini di guscio fluttuare dall’altro verso il basso producendo bolle di CO2 e sulla superficie inizialmente si creerà una schiuma.


Se si versa tutto l’aceto subito si rischia che per via della reazione fuoriesca tutto dal barattolo, per questo motivo è bene usare un barattolo alto non riempito completamente. In questo caso, non trattandosi di fermentazione ma di dissoluzione nell’aceto, non è importante attenersi alla regola dei 2/3 che ritorna negli altri preparati, cioè il fatto di riempire il barattolo fino ai 2/3 del suo volume lasciando 1/3 di aria. In ogni caso però è bene non riempirlo fino al bordo.
Una volta finito di versare tutto l’aceto, dopo aver atteso una decina di minuti per controllare la reazione, si può coprire il barattolo con un tovagliolo bloccato con un elastico per riporlo in un luogo fresco e ben ventilato, lontano dalla luce del sole, dove resterà per 7/10 giorni. Io personalmente nel caso del WCa e del WCaP preferisco non tenere sul bancone della cucina in casa il barattolo durante il processo di dissoluzione ma lo ripongo in una zona ben ventilata e protetta del nostro capanno.
Verifica della saturazione
Passati 7/10 giorni la reazione dovrebbe essersi bloccata con tutti i gusci fermi sul fondo.
A questo punto bisogna verificare che la soluzione sia satura, cioè che abbia raggiunto la massima concentrazione possibile di calcio, per questo prendere dei pezzi di gusci d’uovo messi da parte all’inizio e versarli all’interno:
- se NON si formano delle bollicine allora la soluzione è satura e può essere filtrata
- se la reazione riparte e quindi si vedranno di nuovo formarsi delle bolle, ciò significa che la soluzione non è ancora pronta. Aggiungere altri gusci ed aspettare ancora 1/2 giorni fino a quando non si arresta un’altra volta la formazione di bolle dopodiché verificarne di nuovo la saturazione.
Una volta che la soluzione è satura si può filtrare il tutto facendo attenzione che non ci sia alcun residuo all’interno. Etichettare i contenitori con la soluzione e conservarli a temperatura ambiente lontano dalla luce diretta del sole.
Segni di una buona riuscita: il colore prima e dopo della soluzione deve essere lo stesso.
- se è più scuro può essere ancora utilizzato ma applicandolo solo alle radici delle piante
- se è rimasto invariato allora può essere nebulizzato sulle foglie.
Cosa fare dei resti
Alcuni riportano che i resti di gusci d’uovo possono poi essere riutilizzati per una nuova estrazione ma questo non rientra nelle indicazioni originarie di Master Cho.
Ju-Young Cho, la figlia di Master Cho, nella sua lezione sul WCa riporta invece che i resti possono essere riutilizzati mescolati con dell’IMO4 e della terra come fonte di calcio.
Come si utilizza
Il WCa generalmente viene nebulizzato sulle piante 2/3 ore prima del tramonto insieme agli altri preparati dell’agricoltura naturale coreana oppure lo si può applicare innaffiando le piante così che poi i nutrienti vengano assorbiti tramite le radici.
Diluizione
Il WCa va diluito in rapporto 1:1000 cioè 1 parte di WCa in 1000 di acqua quindi 1ml di WCa per litro d’acqua.
Ma il rapporto di diluizione non è fisso, cambia a seconda delle condizioni climatiche:
- In periodi di piogge prolungate è preferibile aumentare la dose di preparato quindi da 1:1000 si passa a 1:700 o 1:800
- Nei periodi di siccità invece questo rapporto ( 1:1000 ) potrebbe essere troppo alto e per questo danneggiare le piante perciò ne va diminuita la dose quindi da 1:1000 si passa ad 1:1500 o 1:2000
Quando si utilizza il WCa?
Il WCa in agricoltura naturale coreana non viene mai impiegato da solo ma sempre insieme agli altri preparati in miscele specifiche per ogni fase di crescita seguendo la Teoria del Ciclo Nutritivo che tratterò più avanti in un articolo dedicato.
Il calcio trasporta le sostanze nutritive portandole ad accumularsi nelle gemme a fiore e nei frutti, questo significa che con l’applicazione del WCa le gemme a fiore diventano più forti, preparandosi così a raccolti abbondanti per il prossimo anno, mentre per l’anno in corso avremo un raccolto di frutti sodi con un buon sapore in quanto il WCa migliora anche il sapore e l’aroma della frutta.
Per questo motivo il WCa si usa a partire dalla fase di transizione dalla fase di crescita vegetativa a quella riproduttiva, quindi dalla fioritura in poi ed è uno degli elementi principali per la soluzione di potenziamento della maturazione dei frutti ma su tutto questo ritornerò più in dettaglio nella Teoria del Ciclo Nutritivo.
In generale, il WCa si usa:
- quando la crescita iniziale delle colture è stentata
- quando le foglie scolorano e perdono lucentezza
- quando la differenziazione delle gemme a fiore è debole
- per la cascola dei fiori
- per frutti che non si ingrossano, non maturano e sono poco dolci
- per migliorare il sapore e l’aroma dei frutti
Conclusione
Come ho mostrato in questo articolo con dei semplici gusci d’uovo e dell’aceto ognuno di noi può realizzare un fertilizzante liquido naturale a base di calcio.
È proprio questo che caratterizza gli insegnamenti di Master Cho, il fatto che ciascuno di noi diventa in grado di provvedere personalmente alla realizzazione degli input necessari per le nostre colture senza più dipendere dagli “esperti del settore” e dalle aziende produttrici. Nel prossimo articolo tratterò il metodo di preparazione del WCaP, il fosfato di calcio solubile, che è simile a quello del calcio solubile WCa.
Spero di esser riuscita a spiegare i vari passaggi in maniera chiara, per qualsiasi dubbio o chiarimento potete scrivermi nei commenti.
Se qualcosa non fosse chiaro o vuoi condividere la tua esperienza, lascia un commento qui sotto: mi farà piacere leggere le tue impressioni e rispondere alle tue domande.

Buongiorno, sono Daniela. Ti scrivo dal lago di Como. Segui il tuo blog da poke settimane. Ero alla ricerca di notizie sul bokaschi. Ho un pikkolo appezzamento di terreno e da qualke anno dediko tutta me stessa al tentativo di auto produzione alimentare. La mia famiglia non ha mai koltivato. Il nostro settore era l’alberghiero, quindi non avevo alcuna nozione in materia. Mi piace tantissimo quello diffondi. Tentando di mettere in pratica ma non è semplice. Io ho telegram kome social. È possibile essere inserita nella chat? Ho sentito Ke stai scrivendo un libro su questo metodo. Sarà possibile riceverne una copia? Grazie per aver letto.
Buongiorno, le ho scritto in privato su Telegram. Mentre per il libro, si certamente, appena finito sarà disponibile a tutti.